blog spazio arte: rubrica emergenti

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by francesco pozzi



Caterina Notte è un’artista italiana che lavora nel campo della fotografia e della videoarte. Terzo appuntamento della rubrica SpazioEmergenti, oggi parliamo di una fotografa che conta già un buon numero di mostre personali e collettive in Italia e in Germania e che ha alle spalle una carriera ventennale. Caterina Notte è dunque un’artista con una certa esperienza ma del cui lavoro vogliamo evidenziare alcuni aspetti salienti. La Notte indaga il corpo umano, con un focus ben preciso su quello femminile. Le sue opere sono di grande impatto visivo, con il corpo che viene proprio “messo a nudo” e rielaborato secondo modalità contrastanti: da una parte c’è l’Eros maschile, sentimento puro e teoricamente positivo, dall’altra il corpo viene spesso rappresentato come sofferente, con la cancellazione di una femminilità da riacquistare tramite il possesso del proprio corpo.

Il sottotesto delle opere della Notte è chiaro: il corpo femminile possiede una sua dignità e ogni donna deve essere in grado di affermarla tramite l’esercizio della propria volontà su di esso. La sensualità è forte nell’opera dell’artista, che utilizza la macchina fotografica per “fermare e rappresentare la realtà” e che mira a riscrivere la narrativa riguardante la donna, con uno “sguardo al femminile”. Cos’altro si evince dalle sue fotografie? Solo una parte del risultato finale delle sue serie di lavoro rappresenta il reale; situazioni paradossali si presentano all’occhio dell’osservatore, che si trova spiazzato di fronte a corpi doloranti e sensuali, visti appunti da un occhio femminile.

blog spazio arte “Non può esistere una sola versione: l’uomo ha una visione della donna che è unidimensionale, che va sempre nella stessa direzione. La donna, invece, è complessa. La sua identità muta costantemente, è sempre in un vortice di cambiamenti”. Da Predator a Alien, Caterina Notte ha indagato la fragilità e la potenza del corpo femminile. Se la prima serie ci racconta una sessualità pura e incontaminata, il secondo gruppo di lavori mette in scena un corpo “alieno” o “altro”: per questo il titolo della serie. I due progetti sono differenti ma entrambi raccontano un nuovo tipo di bellezza, di femminilità.

IG @Francesco Pozzi